Il Bristol Palace “cassa di risonanza” per Uto Ughi e Rostropovich | Hotel Bristol Palace - Hotel 4 stelle
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Il Bristol Palace “cassa di risonanza” per Uto Ughi e Rostropovich

Il Bristol Palace “cassa di risonanza” per Uto Ughi e Rostropovich

Arte & Cultura

Gio, 15/04/2021 - 09:00

Suite con balcone

È il 1991 quando al Bristol Palace di Genova approdano due ospiti particolari. Uto Ughi e Mstislav Leopoldovich Rostropovich appartengono all’élite dei migliori musicisti classici, riconosciuti ovunque nel mondo. Condividono l’hotel, e non solo: entrambi partecipano alla serata del 27 dicembre, al Teatro Carlo Felice. È il concerto di apertura del festival mondiale itinerante “Old and new indian ways”, organizzato nell’ambito delle celebrazioni per il 500° anniversario del viaggio di Cristoforo Colombo verso le Americhe. Ughi è naturalmente il violinista di punta, mentre Rostropovich indossa la casacca da direttore, anche se è più celebre come violoncellista di genio. Entrambi saranno protagonisti di un aneddoto rimasto nella memoria dell’hotel. 
 

Un concerto indimenticabile

Torniamo al Bristol Palace, “casa” genovese dei due artisti venuti in città per il concerto. Siamo nel periodo di Natale, ed è forse per questo che inconsapevolmente Ughi e Rostropovich fanno un regalo a tutti: dipendenti ed ospiti. 
 
Improvvisamente le loro Suites si trasformano idealmente nel “Golfo Mistico” del teatro Carlo Felice. I maestri  iniziano a suonare ininterrottamente i loro strumenti, inondando di musica  i corridoi ed i saloni dell’hotel. Il concierge di allora  c’era, e si ricorda. “Sembrava di stare a teatro: lo scalone ellittico monumentale, simbolo del nostro hotel, amplificava i suoni e li trasportava in tutti e sei i piani. La musica si sentiva in ogni sala del Bristol. Sia i clienti dell’hotel che tutti i mie colleghi presenti ci siamo immediatamente ammutoliti in religioso silenzio , incantati ad ascoltare  le meravigliose note di  Uto Ughi al violino e Mstislav Rostropovich al violoncello: quando mai avremmo potuto immaginare di udire qualcosa del genere?”
 
Ma non finisce qui: la storia e la musica riservano più di un colpo di scena. Quindici anni dopo al Bristol si festeggia Capodanno con un evento: 101 violoncellisti provenienti da tutto il mondo scelgono l’hotel come una delle sedi di una grande esibizione collettiva itinerante, organizzata a Genova. Ma non si accomodano in una sala. Si siedono direttamente sullo scalone in marmo, occupandolo in tutta la sua estensione: lo trasformano in una colonna di armonia, una cassa di risonanza unica.
 
Ed è qui che, poeticamente, si chiude il ciclo inaugurato in quella lontana giornata del 1991. L’inventore dei concerti collettivi di violoncellisti, sorpresa: è proprio Rostropovich. Memore della sua esibizione improvvisata davanti al muro di Berlino, il musicista ha riunito, dieci anni dopo, nel 2001, 166 violoncellisti. In seguito musicisti da tutto il mondo hanno voluto imitarlo, continuando a incontrarsi e a celebrare la musica con eventi collettivi. Come quello del Bristol.

Video evento 101 violoncellisti mentre suonano nell’Hotel

L’incontro di due geni musicali

Anche chi sa nulla di musica classica conosce Uto Ughi, per fama. Nato nel 1944 come Bruto Diodato Emilio Ughi, il più famoso violinista italiano si è esibito per la prima volta a soli sette anni. La sua precocità desta meraviglia: a 12 anni è considerato dalla critica “un concertista artisticamente e tecnicamente maturo”. Da allora non ha conosciuto soste: la sua carriera ha decollato, portandolo in tour ovunque nel mondo. Ha suonato nei principali Festival con le più rinomate orchestre sinfoniche, come quella del Concertgebouw di Amsterdam, la Boston Symphony Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic, la Washington Symphony Orchestra.
 
Tra i grandi maestri che l’hanno diretto, anche Mstislav Rostropovich, più noto come violoncellista. Le loro strade si sono incontrate più volte. Rostropovich, scomparso nel 2007, è stato il protagonista di un episodio rimasto nell’immaginario collettivo. L’11 novembre 1989 ha suonato davanti al muro di Berlino che si sgretolava sotto le picconate della folla nel giorno che ha segnato la fine della guerra fredda. Nato nel 1927 in Azerbaigian, allora parte dell’Unione Sovietica, a soli 23 anni ricevette il Premio Stalin, la massima onorificenza dell'Urss, per i suoi meriti artistici. Nel1956 diventò primo violoncello all'Orchestra di Stato Sovietica e iniziò a viaggiare all’estero. La sua carriera lo portò ovunque, consacrando la sua fama come uno dei più influenti musicisti della seconda metà del Novecento.

 

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