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Alessandro Longo e suoi cocktail colorati serviti con il sorriso al Bristol Palace

Alessandro Longo e suoi cocktail colorati serviti con il sorriso al Bristol Palace

25-07-2022 | Stile e Cultura

Scritto da: Digital Gran Tour

Nuova leva dell’Hotel Bristol Palace, Alessandro Longo, toscano trasferitosi a Genova, ha raccolto la sfida di del bar dell’hotel. L’ha fatto con il sorriso e con un drink della casa che ricorda il sole e la rinascita, sempre accompagnato da un ricco aperitivo.

Hotel
Si ricorda il suo primo giorno in hotel?

Sono arrivato al Bristol Palace recentemente, ad aprile 2022. Il primo giorno non è stato dedicato al bar, perché in hotel avevano bisogno di una mano per un servizio di banchettistica e mi sono subito messo al lavoro. 
Il mio primo giorno ufficiale come barman è stato il 18 maggio 2022. 
In quei giorni in hotel soggiornava un gruppo di 40 inglesi assetati, e devo dire che siamo partiti subito con il piede giusto! Da quel giorno di serate tranquille ce ne sono state davvero poche. 
Sono molto fiero del lavoro fatto finora e ho visto con piacere anche la soddisfazione della proprietà, perché siamo andati ben oltre le aspettative.

Quale cocktail, secondo lei, rappresenta meglio l’anima del Bristol Palace? E perché?

Mi sono concentrato quindi non sulla realizzazione di una carta dei cocktail, ma sulla creazione di una bella proposta per l’aperitivo, composta da un dry snack (patatine, noccioline, salatini) e dall’aperitivo dello chef che cambia in base alla disponibilità della giornata, dove solitamente non mancano affettati, formaggi e frutta, un trittico che non è semplice trovare negli aperitivi degli hotel.

Al momento abbiamo un cocktail della casa, che ho chiamato Summer Bristol, a base di vodka, albicocca frullata, Galliano e prosecco schiumato. Questo drink, di un bel giallo brillante, sarà la base di partenza per i prossimi cocktail della casa: potrà prendere molti altri “vestiti” stagionali, per esempio l’arancione per la fine dell’estate o il rosso per l’inverno.

Sicuramente le capiterà di viaggiare: in queste occasioni, quando frequenta i bar degli hotel, qual è la prima cosa che nota? E cosa le piace ordinare, da consumatore?

Sembra banale, ma il primo fondamentale elemento a cui prestare attenzione è  se il barista o il cameriere saluta i clienti che entrano. Ho lavorato a lungo nella ristorazione e nei bar degli hotel e questo approccio è la prima cosa da imparare: salutare e sorridere al cliente, accoglierlo in maniera adeguata e farlo accomodare, servire subito un bicchiere di acqua e, compatibilmente con la quantità di ordini da smaltire, proporre un servizio veloce e preciso. 

Da cliente amo ordinare cocktail secchi, come un semplice Campari Spritz, oppure, se ho tempo, una bella bottiglia di vino, magari un Vermentino ligure del territorio!

Qual è la sua giornata tipo?

Al Bristol sono da solo sulla nave, ma posso dire con soddisfazione che riesco a tenermi a galla! Solitamente arrivo in hotel alle 16.30, per preparare i macchinari, come la macchina del caffè, accendere l’aria condizionata, e fare i carichi delle bottiglie che sono esaurite dal servizio precedente, facendo sempre attenzione ai gusti dei clienti presenti in quel momento in hotel, poiché devo sempre essere pronto a soddisfare i loro desideri.

A cosa non potrebbe mai rinunciare nella sua postazione di lavoro? Un profumo, una spezia, uno strumento di lavoro specifico…

Sicuramente alla mia buvette, composta da birre locali da un lato e vino bianco e prosecco dall’altro, sistemati in due secchielli ghiacciati, un vero e proprio “trucco del mestiere” che invita gli ospiti indecisi o quelli che hanno fretta a trovarsi di fronte una proposta comoda e poco impegnativa, in grado di soddisfare la loro sete.

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